È entrata in vigore il 29 gennaio 2026 la nuova UNI EN 196-2, versione ufficiale della norma europea EN 196-2 (edizione giugno 2013).
Cosa prevede la UNI EN 196-2
La norma descrive i metodi di riferimento per le analisi chimiche dei cementi e, in alcuni casi, propone dei metodi alternativi che possono essere considerati equivalenti.
Analisi chimica del cemento
La norma stabilisce i metodi di riferimento per l’analisi chimica del cemento e prevede metodi alternativi equivalenti basati su prestazioni certificate. Per diversi ossidi è ammessa la fluorescenza a raggi X (XRF), mentre per il SO₃ anche la ICP-OES, purché calibrate con materiali di riferimento certificati. I metodi si applicano ai cementi e ai materiali costituenti.
Obiettivi e finalità della UNI EN 196-2
Il documento ha lo scopo di garantire l’uniformità e l’accuratezza dei risultati analitici nei laboratori di prova e nei controlli di qualità industriale, rivolgendosi in particolare ai produttori, ai laboratori di controllo e agli organismi di certificazione.
Un passo verso l’armonizzazione europea
La pubblicazione della UNI EN 196-2 rappresenta un ulteriore passo verso l’armonizzazione delle norme tecniche italiane agli standard europei, contribuendo a rafforzare la competitività e la qualità delle filiere produttive nazionali.
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Testo elaborato da CED INGEGNERIA con studio tecnico in Bergamo vicino all’aeroporto di Orio al Serio, connessa con uffici di ingegneria con sede a Milano e connessa con uffici di architettura con sedi in Lombardia.
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