ROSMARINO – Rosmarinus officinalis L.– Lamiaceae
Caratteristiche
E’ un arbusto molto cespuglioso, assai ramificato.
La pianta può superare i 150 centimetri di altezza.
Presenta numerosissime foglie sempreverdi, piccole, strette, spesse, appuntite, molto simili agli aghi delle conifere; di forma lineare e di colore verde scuro nella pagina superiore, e argentate nella pagina inferiore.
I fiori, riuniti in grappoli, hanno un bel colore azzurro-violetto pallido.
La fioritura si protrae, in pratica, per tutto l’anno nelle regioni del Meridione
Il Rosmarino si raccoglie in primavera, evitando i rami lignificati.
Deve essere essiccato in un luogo ombroso e arieggiato, in strati sottili o in mazzetti.
Cresce bene sia in vaso che negli orti.
Predilige le posizioni assolate e costiere.

Habitat
Il suo nome letterale deriva dall’espressione “rosa marina”: il suo habitat naturale è infatti il litorale mediterraneo.
Forma delle siepi o dei cespugli lungo le coste calcaree ed è abbondante su tutta la penisola italiana, nel continente Europeo, Africano e Asiatico è presente vicino alle arene marine, sulle rupe, ma mai a notevoli altitudini.
Origine
E’ una pianta originaria delle coste del Mediterraneo.
Posizionamento
Il rosmarino ha bisogno di un terreno calcareo, molto ben drenato, anche sabbioso. L’esposizione migliore è in pieno sole, possibilmente in posizione riparata dalle correnti fredde.
Può essere coltivato in vaso. Il clima deve essere temperato e mite.

Moltiplicazione e cure
Il rosmarino si può seminare in estate ma la germinazione è lenta. In compenso si può moltiplicare per talea prelevando durante l’estate dei rami di 7-8 centimetri di lunghezza dai getti dell’anno.

Raccolta
Si raccolgono le foglie fresche e le sommità fiorite secondo le necessità d’impiego. Per l’essiccazione, è bene tagliare sia foglie, ramoscelli dell’anno che fiori si raccolgono all’inizio della fioritura (Aprile-Giugno) e sospenderli in ambiente asciutto, ben areato, poco illuminato.

Il rosmarino ha proprietà toniche, antinevralgiche e antireumatiche.
Stimola l’appetito e attiva la digestione svolgendo una benefica azione sul fegato e le secrezioni biliari.
È consigliato alle persone affaticate, depresse o intellettivamente provate.
I rametti e le foglie hanno proprietà aromatiche, stimolanti l’appetito e le funzioni digestive, stomachici, carminativi, utili nelle dispepsie atoniche e gastralgie, tonici e stimolanti per il sistema nervoso, il fegato e la cistifellea.
Da alcuni autori viene inoltre consigliato per infezioni generiche come tosse o asma.
Per uso esterno il macerato di vino applicato localmente è antireumatico; mentre il macerato di alcool revulsivo, viene usato per frizioni anche del cuoio capelluto; possiede qualità analgesiche e quindi viene applicato per dolori reumatici, artriti.
L’infuso viene utilizzato per gargarismi, lavaggi e irrigazioni cicatrizzanti; o per cataplasmi antinevralgici e antireumatici; aggiunto all’acqua da bagno serve come corroborante, purificante e per tonificare la pelle.
I fiori raccolti da maggio ad agosto, hanno proprietà simili alle foglie; in infuso per uso esterno sono vulnerari, stimolanti, curativi della leucorrea e per la lotta ai pidocchi pubici.
Farmacologicamente, si prepara un’essenza e un’acqua contro l’alopecia o pomate per gli eczemi.
Dalle foglie, in corrente di vapore, si estrae l’olio essenziale di rosmarino, per un 1% in peso, liquido incolore o giallognolo, contenente pinene, canfene, cineolo, eucaliptolo, canfora e borneolo.
A seconda del chemotipo della pianta vengono ottenuti diversi oli essenziali: uno ricco in eucaliptolo, un altro ricco di canfora ed infine uno in cui abbondano il borneolo ed i suoi derivati.
Questi tre olii essenziali hanno differenti azioni farmacologiche in quanto il primo ha attività balsamica, il secondo antiinfiammatoria (soprattutto per uso locale) e l’ultimo è essenzialmente un antispastico.
Nell’uso farmacologico comune l’olio viene usato come eupeptico, eccitante, antisettico sedativo, ed i suoi preparati contro gli stati depressivi, restituendo vigore intellettuale e fisico alle persone indebolite.

Controindicazioni
Il rosmarino (specie l’olio essenziale ricco di canfora) è controindicato in persone che soffrono di epilessia. Causa infatti, specialmente in casi d’sovradosaggio, irritazioni, convulsioni, vomito e principi di paralisi respiratorie.
Usi popolari
Per liberare le vie respiratorie: mettete a bollire in un litro d’acqua foglie di Rosmarino, Alloro, Salvia, Eucalipto, Timo, un rametto di Pino e respirate i vapori direttamente dalla pentola, coprendovi con un telo.
Storia e curiosità
John Dick nel “Nuovo dizionario del giardiniere” nel 1771 presenta ai suoi lettori il genere Rosmarinus fondato dal Tournefort attribuendogli una denominazione presa da un vocabolo latino: Etimologicamentederiva da Ros, Rosis = Rugiada e Marinus = Marino.
Antonio Bortoli in “Pratica chirurgica” consiglia l’uso del rosmarino in numerose cure, un esempio: “(per le ferite al naso) Prima laverei la parte con vino nero austero tepido, ovvero con decozione di Rosmarino, Rose, Mirti fatta nel vino”.
Impossibile non citare William Shakespeare che nell’atto IV dell’Amleto per bocca di Ofelia dice: “Ecco del rosmarino; è per ricordare. Non ti scordare, amore.”
Laura De Rosa Mochi ha dedicato una poesia al rosmarino, che dà anche il titolo alla raccolta di poesie “Il rosmarino verde”.
Giancarlo Biffi ha scritto alcuni romanzi per bambini con protagonista il “Gufo Rosmarino”, un coraggioso gufetto che guida i propri fratellini tra mille avventure. Ninablu, un personaggio di Tiziana Rinaldi, decide di chiamare la propria barca: “Rosmarino! Si chiamerà così la mia barca. Come la mia erba preferita. Quella con cui mi strofino le mani per odorarle a lungo. Rosmarino. Il condimento dei mari!”
Cucina
Fresche, direttamente dal giardino, o secche, le foglie sottili e appuntite del rosmarino profumano gradevolmente le grigliate.
Ideale per la carne cotta nei diversi modi, si sposa bene anche con il pesce, la cacciagione e talune salse aggiunto a sughi, legumi e minestre non solo ne migliorerà il sapore ma le renderà più digeribili.
Va utilizzato in piccole dosi.

CRACKERS ROSMARINO
Gli ingredienti:
400 gr farine diverse e fiocchi di avena
senza lievito ma si potrebbe mettere la baking powder o Lievito di birra fresco (1/3 di cubetto): 8 gr
con l’uovo e il vino bianco,
45 ml l’olio extra vergine di oliva
i semi di lino, di sesamo o nigella
Q.B. origano o rosmarino secco sbriciolato
Sale: 1/2 cucchiaino raso
VARIANTE SENZA FARINA:
200 grammi mandorle senza buccia, tritate finissime
100 grammi semi di lino tritati
rosmarino
1 uovo
1 cucchiaio colmo parmigiano reggiano
3 cucchiai olio extra vergine di oliva
1 cucchiaino sale
Acqua: 170 ml

Sciogliere il lievito di birra nell’acqua tiepida e impastare tutti gli ingredienti insieme, eccetto il rosmarino.
Quando si sarà ottenuto un composto omogeneo, mettere a lievitare la pagnotta in luogo tiepido per un’ora.
Stendere la pagnotta usando un matterello (3 millimetri circa), cospargerne la superficie di rosmarino tritato, pressarlo leggermente, usando il mattarello, e dividere la pasta in rettangoli, preferibilmente usando una rotella tagliapasta.
Disporre le sagome in una placca da forno, bucherellarne la superficie con i rebbi di una forchetta e infornarle a 180 gradi finché non diventeranno leggermente dorate.
Sfornare i crackers, trasferirli su una griglia e lasciarli raffreddare.
Rielaborazione in esclusiva per i clienti di CED INGEGNERIA – Bergamo – Milano – Lombardia – Italia
Dicembre 2024


