Nuovo Regolamento UE sul ripristino della natura e tutela degli ecosistemi

Il 29 luglio 2024, l’Unione Europea ha pubblicato nuove direttive ambientali che rafforzano gli obiettivi di protezione della biodiversità e di ripristino degli ecosistemi, in linea con la Strategia dell’UE per la biodiversità fino al 2030. L’obiettivo principale è garantire che almeno il 30% delle aree terrestri e marine dell’UE venga tutelato, con particolare attenzione alle foreste primarie e antiche.

La normativa punta a prevenire il deterioramento degli habitat e migliorare lo stato di conservazione di almeno il 30% delle specie attualmente minacciate, con azioni mirate da realizzare entro il 2030.

Un aspetto chiave di queste nuove misure è il ripristino degli ecosistemi degradati, che includono non solo le zone terrestri, ma anche gli habitat marini.

La protezione di queste aree sarà cruciale per creare le condizioni necessarie affinché gli ecosistemi possano riprendersi naturalmente, contribuendo così al raggiungimento degli obiettivi dell’UE.

Gli sforzi si concentreranno in particolare su quelle zone che potrebbero beneficiare di una riduzione o eliminazione delle pressioni legate all’attività umana, come il cambiamento dell’uso del suolo o l’inquinamento.

Le nuove direttive sottolineano inoltre che gli Stati membri devono contribuire in modo proporzionato al loro potenziale di ripristino naturale, integrando le misure nazionali con le strategie dell’UE per il clima e l’ambiente.

Questo approccio sinergico mira a garantire che, oltre alla tutela degli ecosistemi, si possano ottenere anche benefici socioeconomici significativi.

Gli ecosistemi sani, come le zone umide e le foreste, offrono servizi essenziali, come il miglioramento della qualità dell’aria e dell’acqua, che superano di gran lunga i costi degli interventi di ripristino.

Le minacce principali alla biodiversità, secondo le direttive, comprendono l’abbandono dell’agricoltura estensiva, l’intensificazione delle pratiche di gestione del territorio, l’urbanizzazione, e le attività forestali non sostenibili.

Anche le specie esotiche invasive e i cambiamenti climatici rappresentano fattori di rischio crescenti per la fauna e la flora dell’UE.

La Commissione Europea ha inoltre evidenziato che il commercio internazionale dell’UE, attraverso il Green Deal europeo, dovrà promuovere la protezione della biodiversità anche al di fuori dei confini europei.

Le direttive mirano quindi non solo a fermare la perdita di biodiversità entro il 2030, ma anche a creare un quadro normativo che supporti una trasformazione economica e sociale sostenibile, in linea con gli impegni presi dall’UE a livello globale​.

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